Gremlins | Recensione

Se possiedi un Mogwai devi semplicemente rispettare tre regole alla lettera: 1) Mai esporre un Mogwai alla luce; 2) Mai bagnarlo; 3) Mai nutrirlo dopo mezzanotte. Regole così tanto semplici da essere anche tanto fragili da preservare. Questo è all’incirca il sunto di quel Gremlins di Joe Dante, uno dei cult più cult degli ’80, scritto da Chris Columbus e prodotto da Steven Spielberg. Il trittico dei sogni.

I Mogwai sono degli esseri puccettosissimi: cantano e fanno cose carine. Ma se non si rispettano le tre regole allora arrivano i problemi, ergo volatili per diabetici. Proprio ciò che puntualmente avviene nella piccola e tranquilla cittadina di provincia della working class americana.  

Inizialmente la sceneggiatura di Columbus era molto più audace e virata tutta horror, tanto che nella prima bozza i gremlins decapitavano addirittura la madre del nostro, ed inoltre avrebbero poi sbranato il cane e divorato esseri umani. Quasi spiace che in fase di pre-produzione non abbiano avuto il coraggio di andare avanti con queste idee da standing ovation. Tuttavia è anche vero che deve probabilmente il suo successo in virtù della sua versione più edulcolorata, più pucciosa e natalizia, difatti ebbe un notevole riscontro al box office.

A tutt’ oggi possiamo tranquillamente dare all’opera di Joe Dante l’appellativo di uno dei migliori horror-comedy mai realizzati, da un lato il mogwai con il suo aspetto coccoloso, dall’altro l’anarchia omicida dei gremlins, quest’ultimi vero deus ex machina dell’aspetto comico del film, tra humour nero e momenti alquanto surreali.

Rivedere oggi Gremlins è come viaggiare nel passato e amare il cinema artigianale di una volta senza il folle uso che si fa oggi della computer grafica. Malgrado alcuni aspetti della pellicola appaiono palesemente invecchiati male, altri aspetti invece si mostrano più duraturi nel tempo, col senno di poi migliorati da una patina vintage che ne ha migliorato la messa in scena complessiva.

I Gremlins rappresentano un cinema nel quale registi come Joe Dante detenevano una loro dimensione, poi spariti nell’oblio a causa della velocità con cui cambiano i gusti del pubblico. Purtroppo è un’amara constatazione. Ma se dovessimo stilare una classifica dei più bei film di Natale indubbiamente Gremlins avrebbe il suo posto d’onore in alto nella classifica. Chi non vorrebbe ricevere in regalo un Mogwai potenzialmente serial killer?