The Void | Recensione

The Void Recensione
Le vie di internet sono infinite. In passato chi l’avrebbe mai detto che per realizzare un film sarebbe stato necessario l’aiuto di gente comune seduta di fronte un computer, mentre legge questa recensione. 
Nel caso di The Void il crowdfunding a premi era pure allertante; maggiore era la quota sborsata, più stuzzicanti erano i premi in palio, compresa la partecipazione per una comparsata come satanista incappucciato o essere abominevole. 
A dispetto del passato, per un novello regista le possibilità e gli strumenti per realizzare un corto o un lungometraggio sono più facili da reperire, questo per dire che la nostalgia dei gloriosi tempi passati sono solo dei ricordi andati a male, dato che il presente e il futuro riservano sorprese e occasioni prima impensabili, come ben sanno Steven Kostanski e Jeremy Gillespie, al loro primo lungometraggio.
The Void Recensione
Presentato ad Aprile del 2017 durante il Toronto Dark Festival, The Void è stato acclamato come uno dei film rivelazione dell’evento. Un horror esplicitamente ispirato alle atmosfere del cinema degli anni ’80 di carpenteriana memoria, masticate e  sputate quarant’anni  dopo, da un incrocio tra La Cosa e 13esimo Distretto, con sua santità Lovecraft sullo sfondo. 
The Void Recensione
The Void è ambientato nella classica provincia americana buona per tutte le stagioni. Sebbene non manchino molti cliché di genere, l’opera del duo canadese mischia bene le sue carte, in modo tale da non creare  l’ennesimo e stucchevole déjà-vu.
Del resto non è una novità, poiché da sempre molti cineasti hanno più volte dimostrato che anche un remake può essere migliore dell’originale. Il risultato finale dipende tutto da quanta dimestichezza si possiede con la settima arte. Così disse Zarathustra.
Nonostante The Void non sia una produzione ad alto budget (vale sempre sottolinearlo), nel suo piccolo possiede degli aspetti notevoli, tramite un’ottima regia, accompagnata da un buon montaggio e una giusta messa in scena cupa e claustrofobica. E malgrado a tratti dimostri un certo grado di dilettantismo, la percezione è di osservare una normale produzione hollywoodiana, giacché nasconde bene le sue deficienze di un prodotto a basso costo. Circostanze che si riscontrano in modo lampante nel trucco e negli effetti speciali, vero punto di contatto con il curriculum del duo canadese. Tanto da poter affermare che il make-up non sia tanto inferiore rispetto ad altri titoli dal budget decisamente più mastodontico. 
The Void Recensione
Chiariamo un punto: The Void non è un horror rivoluzionario. Vola poco più in alto sopra la media e niente più. C’è il sentore di un’occasione mancata per aggiungere un altro tassello alla lista dei cult horror. I problemi sopraggiungono a causa dei suoi personaggi macchietta e i loro dialoghi un po’ didascalici, ma in particolare da una seconda parte che si scolla dal resto del film per un’esigenza di strafare alla rinfusa. 
Piccoli e grandi problemi che possiamo perdonargli data la sua natura di progetto a basso costo, però resta quell’amarezza per un titolo che prometteva molto di più dall’ottimo trailer promozionale. 
Per concludere: The Void è un’opera suggestiva, passionale, tecnicamente ben fatta, e con un finale esoterico-apocalittico da non perdere. L’auspicio è di confidare nel sacro web affinché altri talentuosi registi possano ricevere in futuro le grazie del popolo, per permettergli di inscenare i loro sogni, o perché no, i loro incubi.