Stargate | Recensione

Quando sentiamo citare Stargate ci viene in mente una piramide, un portale verso un altro pianeta e l’espressione di Roland Emmerich impegnato insieme ad un bonobo nel redigere la sceneggiatura di Independence Day.
Con il successo planetario di Stargate il 1994 è l’anno della consacrazione del cineasta tedesco, nato a Stoccarda e appassionato di arte, si dedicherà alla settima arte con il sostegno del fratello e produttore di tutti i suoi film realizzati in Europa. Arrivato negli Stati Uniti nei primi anni ’90 si mette subito al lavoro dirigendo un action di discreto successo con protagonista Van Damme, Universal Soldier. Dopodiché si cimenterà nella realizzazione di Stargate, un colossal fanta-archeologico.
Stargate prende spunto da molti blockbuster di successo, vi si scorgono chiaramente elementi di Star Wars, Star Trek e Indiana Jones, riportando da questo miscuglio un buon risultato finale. 
In particolare annoveriamo tra i punti di forza le locations e le scenografie realizzate nel deserto dell’Arizona, riuscendo nell’intendo di ottenere una superba ricostruzione del fascino esotico dell’antico Egitto. Tra l’altro aggiungiamo come Emmerich sia riuscito con molta bravura a far apparire il film molto più dispendioso di quanto in realtà sia stato, e non è roba da poco se lavori ad Hollywood. 
Visivamente fa indubbiamente la sua porca figura, non solo per locations e le scenografie, ma anche per i costumi e gli effetti speciali niente male per l’epoca, e da questo punto di vista sappiamo che Emmerich è sinonimo di garanzia e non tradisce mai le aspettative, mentre invece i problemi risiedono come sempre nella sceneggiatura, che come ben sappiamo è il tallone d’Achille del cineasta tedesco. Difatti nell’insieme il film si rivela come il classico blockbuster banale e senza nessun approfondimento delle tematiche trattate, ed è un peccato perché il tema di fondo si prestava per ottenere una maggiore complessità della trama.
Stargate con un incasso al box office di circa 200 milioni di dollari in tutto il globo si rivelò un successone. Numeri che tra l’altro facevano ben sperare nell’idea originaria di realizzarne una trilogia, idea purtroppo mai concretizzata. Si discute da anni di una possibilità di riprendere il progetto ma ancora nulla di concreto.
 
Beh, noi ci auguriamo che un giorno qualche cugino del Dio Ra si faccia vivo. 
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