L’Implacabile | Recensione

L'implacabile recensione

La fantascienza da sempre con l’immaginario, speculando sul destino del futuro dell’umanità, e mediamente con un approccio negativo (chissà perché). Molto spesso tra le principali cause ipotizzate sul declino della società vi sono in pole position la guerra nucleare e le catastrofi ambientali, oppure altri temi che riguardano la natura più intima dell’uomo. Alcune di queste pellicole distopiche hanno in effetti predetto, e con largo anticipo, alcuni eventi grossomodo poi avvenuti, ad esempio in The Truman Show si denunciava la causa-effetto tra media e alienazione dell’uomo.

Seguendo questa scia c’è anche chi è andato oltre, sfruttando anche una sana dose di sarcasmo, proprio come con L’Implacabile (1987, diretto da Paul Glaser), non solo prevedendo un format come il reality show molto ben prima che arrivasse in Tv, ma ha anche focalizzando l’attenzione sul tema delle fake news come arma non convenzionale di delegittimazione dell’avversario.

L'implacabile recensione

L’Implacabile vede nel ruolo principale il nostro beniamino Arnold Schwarzenegger, nei panni di un militare incarcerato per insubordinazione, e in seguito selezionato come concorrente di una specie di gioco a premi, in cui la vincita consiste nel sopravvivere alla pena capitale. Quest’ultima consta in un gioco al massacro in cui dei boia dall’aspetto piuttosto bizzarro hanno il compito di individuare e giustiziare i partecipanti del “gioco”, all’interno di una colossale arena recintata.  Ma la speranza di sopravvivere è solo in quanto tale, poiché è impossibile rimanere vivi a quelle circostanze. Una speranza tenuta accesa solo per dare un obiettivo ai concorrenti del surviror show e tentare di aumentare l’audience del programma ad ogni episodio. 

Dietro questo sistema di entertainment si cela lo scopo di mantenere il consenso della masse con il mezzo dell’intrattenimento da parte del regime militare vigente, analogamente a ciò che facevano i Romani con i giochi del Colosseo. Un mezzo mediatico che inoltre è accompagnato da una costante azione di fake news con lo scopo preciso di distorcere la realtà a proprio piacimento. Non è un tema dannatamente attuale?

L'implacabile recensione

L’Implacabile è la trasposizione cinematografica del romanzo “L’Uomo in fuga” di Stephen King (pubblicato con lo pseudonimo di Richard Bachman). La controparte cartacea è decisamente più cupa e cruda a dispetto della sua versione cinematografica, quest’ultima più edulcolorata sia perché ritagliata su misura degli attributi di un attore muscolare come Schwarzenegger, e sia per adeguarsi ai gusti del pubblico mainstream. Ciò però non toglie nulla a un’opera che ha molto da dire in termini di fanta-action-politico.