Last Action Hero | Recensione

Avete presente un film ideato come parodia di un genere ma che finisce per essere una parodia di sé stesso? Se non avete capito nemmeno la domanda non preoccupatevi poiché nel cinema non è una cosa che capita spesso, anzi mai, eccetto con Last Action Hero, che rappresenta una caso particolare.
Originariamente la sceneggiatura fu scritta per prendersi gioco degli action movie tanto in voga in quel periodo e ormai in fase calante, basti pensare a film del calibro di Terminator, Die Hard e Arma Letale tanto per citarne alcuni. Solo che poi il progetto in fase di realizzazione poi divenne qualcos’altro.
All’inizio la Sony trovò quell’idea geniale, e per andare sul sicuro si rivolsero direttamente ad Arnold Schwarzenegger, vero Action hero del genere e fresco del successo (e delle polemiche) di Atto di Forza.

Peccato però che le cose poi andarono diversamente, difatti sia alla Sony e sia a Schawrzy la sceneggiatura non piacque proprio del tutto, “troppo intellettuale” dissero. Di conseguenza decisero di contattare altri due mostri sacri del cinema di quei tempi: John McTiernan alla regia e Shane Black alla scrittura. Che se ci pensate bene è un po’ un ossimoro chiamare due superstar degli action per realizzare una parodia di sé stessi. Il problema di Last Action Hero è proprio quello di possedere due anime non proprio amalgamate tra loro, provando ad essere ciò che forse non vuole essere, “be or not be…not to be” dice Schwarzenegger nel film. Profetico.

Comunque sia ciò non trascura che Last Action Hero è anche un film dai grandi momenti, come ad esempio l’inseguimento in auto con esagerazioni a seguito: “Quel tizio l’ho gelato” (iced that guy) dice Schwarzy dopo un cono gelato ficcato in testa al nemico. Insomma poesia. Oppure quando il villain raggiunge la “vera” New York e spara ad un uomo a caso aspettando che arrivi immediatamente la polizia come quando accade nei film, rimanendo sorprendentemente felice del contrario. Dunque le idee di certo non mancano, purtroppo è nel complesso che il film non funziona, perché la parodia vuole la sua parte, e disturba perché non funziona come dovrebbe. 

La pellicola ricevette un flop su tutti i fronti, di critica e di pubblico, con un guadagno totale di 135 milioni di dollari per un costo pari a 85 milioni di produzione, e con ben 6 candidature ai razzie awards.
A dispetto di quanto sostiene Schwarzenegger il film non andò a male a causa di Bill Clinton e delle polemiche di quel periodo sulla violenza nei film, ma più semplicemente perché la realizzazione di Last Action Hero fu piuttosto travagliata come ammesso dallo stesso McTiernan, ed inoltre, ciliegina sulla torta, la pellicola arrivò nelle sale una settimana dopo Jurassic Park di Spielberg. Tanto per non farsi mancare nulla.
Last Action Hero aveva tutte le carte in regola per diventare un piccolo capolavoro sopra le righe, un ultimo sussulto di un genere che fino a pochi anni prima era considerato il deus ex-machina delle major hollywoodiane, purtroppo non ha avuto la fortuna di essere pienamente compreso. Inoltre il montaggio ne ha piuttosto risentito a causa della fretta per immetterlo nelle sale nel periodo richiesto.

Eppure nonostante tutto, col senno di poi, è divenuto un piccolo cult, perché Arnold è sempre Arnold, e perciò sticazzi, viva l’ignoranza. 

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