Dragged Across Concrete | Recensione

S. Craig Zahler è il futuro, segnatevelo. Il cineasta di Miami è uno con coraggio da vendere, e lo ha già dimostrato con tre lungometraggi che non chiedono di piacere a tutti, ma pretendono di essere ammirati così come Zahler decide che siano. Senza filtri per famiglie, senza strizzare l’occhiolino agli amanti di una categoria di cinema. Zahler fa a modo suo, miscela i generi al ritmo della sua scrittura mai scontata.
Bone Tomahawk era solo un assaggio di ciò che avremmo visto dopo, difatti la sua ultima opera: Dragged Across Concrete, è una di quelle cannonate come non si vedevano dai tempi dell’assedio di Costantinopoli.

Sebbene Dragged Across Concrete (DAC) non si possa racchiudere dentro un unico genere cinematografico, possiamo considerarlo di base un hard boiled in salsa buddy cop, in cui scene da tipico film poliziesco si alternano a momenti di leggerezza. Il buddy cop è un genere che andava per la maggiore negli anni ’90, però a dispetto di quest’ultimi, l’opera di Zahler si distingue per i suoi connotati da cinema noir dal tono più cupo e violento. Ma DAC non è solo questo, c’è di più: è anche un film di picchettamento, fatto di sopralluoghi e pedine che si posizionano lentamente, finché non si arriva alla lunga scena finale in cui il film prende un’altra piega, più simile all’assalto di una diligenza di un western, per poi andare in altre direzioni. Applausi.

Ma la magia del cinema di Zehler non si ferma quì. C’è dell’altro ancora: Dialoghi alla Tarantino sono incorniciati all’interno di una riflessione sulla società contemporanea e i suoi cambiamenti, radicalmente mutata nel giro di qualche decennio. Difatti i due poliziotti, interpretati da Vince Vaughn e Mel Gibson, sono come gli ultimi dei Mohicani, dei maschi alfa con dei pregiudizi al limite del razzismo riguardo una realtà che non è più la loro, e cercano disperatamente un modo di uscirne da vincitori.

Zahler mostra tutto ciò sotto una prospettiva nichilista, in un mondo senza dio e fatto di soli uomini lasciati a sé stessi, tramite un’opera fredda e cruda come lo sono le leggi della strada. E se pensiamo che sia riuscito a realizzare questo straordinario film con un budget di soli 15 milioni di dollari (briciole per Hollywood) possiamo urlare a squarciagola al miracolo. Dragged Across Concrete è destinato a divenire un cult e segna il vero inizio nella carriera di un talentuoso cineasta.